Colla cancerogena dalla Cina, maxi sequestro della Guardia di Finanza

Sono state requisite 350 mila confezioni per un valore complessivo di 2 milioni di euro

C’erano sostanze cancerogene e irritanti nelle 350 mila confezioni di colla in stick sequestrate in questi giorni dalla Guardia di Finanza di Torino, con un’operazione estesa alle zone di Firenze, Cremona, Padova, Catania, Latina, Mantova, Napoli e Brescia. La merce sequestrata vale oltre due milioni di euro. La colla potenzialmente pericolosa per la salute aveva sull’etichetta indicazioni contraffatte riguardo ai marchi di conformità europea e alla composizione dei prodotti.

Tutto certificato dagli accertamenti tecnici commissionato dai finanzieri su alcuni campioni di colla. I risultati: nella colla c’erano dicloroetano (sostanza cancerogena tossica irritante) e cloroformio (anch’esso irritante) in concentrazioni superiori a quelle consentite dalla legge.

Seconda gli accertamenti dela Guardia di Finanza, nell’eventualità che fossero stati ingeriti o assorbiti attraverso la pelle (assai facile se utilizzato da bambini), avrebbero potuto causare lesioni avuto o croniche. E questo sarebbe stato possibile anche con piccolissime quantità di colla. Di qui, la pericolosità dei prostro e la necessità di intervenire in modo tempestivo.

I militari avevano individuato le colle pericolose a Torino, ma hanno cercato di ricostruire la filiera di vendita e di importazione a livello nazionale. Attraverso le dichiarazioni dei personaggi coinvolti e l’analisi delle fatture, i “baschi verdi” sono riusciti nell’intento. L’indagine è coordinata dalla procura di Torino.

La colla potenzialmente pericolosa per la salute aveva sull’etichetta indicazioni contraffatte riguardo ai marchi di conformità europea e alla composizione dei prodotti.

Tutto certificato dagli accertamenti tecnici commissionato dai finanzieri su alcuni campioni di colla. I risultati: nella colla c’erano dicloroetano (sostanza cancerogena tossica irritante) e cloroformio (anch’esso irritante) in concentrazioni superiori a quelle consentite dalla legge.

 

Articolo originale: LaStampa.it

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